UCOII, vogliamo seppellire i nostri defunti!

****** COMUNICATO STAMPA ******

 

UCOII: “VOGLIAMO SEPPELLIRE I NOSTRI DEFUNTI!”
UNA DEGNA SEPOLTURA PER I MUSULMANI RESTA L’EMERGENZA CONTINUA 

 

[…] La libertà di culto in questo mio Paese è riconosciuta dalla costituzione che mi è stata donata dopo un giuramento celebrato dal signor Sindaco di questo comune. Sì sì, mi ricordo di averlo letto lì….  Sicuramente la grande Italia, patria che ho donato a mia volta ai miei figli, ai miei nipoti e a eventuali future generazioni, mi rispetterà anche in quest’ultimo mio viaggio…»

Sono le parole di Zakaria Jbairi, figlio dell’Imam Salah Jbairi morto per covid che ha immaginato l’ultimo messaggio del padre.  

Nel delirio della grande emergenza sanitaria che ha devastato il nostro Paese, acuita dalla odierna impossibilità di rimpatriare verso i paesi di origine chi è deceduto a causa del covid, l’UCOII – Unione delle Comunità islamiche d’Italia si è sempre adoperata nell’agevolare le sepolture dei defunti musulmani d’accordo con le Prefetture e con il Ministero dell’Interno. Oltre a ciò, l’UCOII, per stare più vicina alle famiglie, ha diramato per i suoi fedeli uno speciale Vademecum con il fine di dare indicazioni sulle procedure da adottare in fase di emergenza. 

Ma la morte per Covid di Salah Jbairi, cittadino italiano di Varmo (UD) avvenuta lo scorso 13 gennaio 2021 nell’ospedale Cattinara di Trieste, la cui salma è in attesa di una degna sepoltura, ci riporta all’urgenza che questo problema ciclicamente presenta quando si frappongono ostacoli da parte dei comuni che spesso non danno il nulla osta per i funerali. Il signor Jbairi era cittadino italiano dal 1980, padre di cinque figli e 11 nipoti (anche loro tutti cittadini italiani). Tra due anni sarebbe andato in pensione dopo una vita di sacrifici. Salah è stato anche una figura importante presso la Comunità islamica di Codroipo (FVG) e  Portogruaro (VE) che ha servito come Imam. 

La comunità musulmana tutta è quella che più risente di questo problema considerando che ci sono soltanto circa 70 cimiteri islamici su 8000 comuni a far fronte alle esigenze di una comunità di ormai oltre 2 milioni di credenti. Ed è per questo che vogliamo lanciare un appello alle coscienze dei sindaci affinché possano permettere una deroga per quanto riguarda i cimiteri che già possiedono un’area predisposta per i nostri defunti e quindi permettere la sepoltura ai cittadini di fede islamica non residenti. 

L’UCOII esprime le più sentite condoglianze ai familiari dell’Imam e ai cittadini di Codroipo e Portogruaro, mentre rinnova l’invito alle istituzioni per una maggior senso di responsabilità nell’affrontare le tragedie umane che non fanno distinzione di credo, genere o colore della pelle.   

Roma, 15 gennaio 2021
Ufficio Stampa UCOII
Unione delle Comunità Islamiche d’Italia