Vota e sostieni il progetto NIA, il Network Italiano Anti-Islamofobia

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IL PROGETTO

Costruiamo insieme il coraggio di denunciare l’islamofobia contro l’indifferenza e l’odio.

In Italia il 4% della popolazione è di fede musulmana: circa 2 milioni e mezzo di persone di cui la metà con cittadinanza italiana. Il 65% dei musulmani italiani dichiara di aver subito violenze, pregiudizi o discriminazioni. (Vox Diritti – Osservatorio italiano sui diritti http://www.voxdiritti.it/wp-content/uploads//2020/11/islamofobia.jpg e https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2020/10/Paper_Brambilla_Associazioni-islamiche-Italia.pdf)

IL PROBLEMA

La Rete Europea Contro il Razzismo (ENAR) rileva che le donne e le ragazze musulmane, in particolare se indossano simboli religiosi, sono vittime di una discriminazione multipla, sulla base del genere, della religione e della provenienza, che si traduce in aggressioni verbali in pubblico, hate speech sui social media ed esclusione sociale, con difficoltà di accesso al mercato del lavoro e a corsi di formazione. (Link al rapporto completo: https://www.enar-eu.org/IMG/pdf/forgottenwomenpublication_lr_final_with_latest_corrections.pdf)
Situazioni sia di discriminazione diretta, come non assumere un musulmano, sebbene sia qualificato per il lavoro, per via della sua religione di appartenenza, oppure indiretta, quando una norma o un parametro apparentemente neutri mettono di fatto in una situazione di svantaggio determinate categorie, come ad esempio prevedere che tutte le impiegate tengano i capelli scoperti, colpendo in questo modo tutte le donne che indossano hijab. Episodi discriminatori che spesso e volentieri non vengono riconosciuti come tali e segnalati, precludendo azioni di contrasto, adeguato supporto alle vittime e valutazione dell’impatto nella società in maniera accurata.
Il Progetto si impegna quindi a creare una rete sul territorio nazionale che riesca a intercettare quante più segnalazioni possibile, per favorire le conseguenti azioni di contrasto e soprattutto per combattere il fenomeno dell’underreporting, ampiamente diffuso. Su quest’ultimo punto il ruolo di UCOII può rivelarsi particolarmente importante, in qualità di interlocutore di fiducia delle comunità islamiche, già ben conosciuto su tutto il territorio nazionale.

COSA FAREMO E COME

Il Progetto risponde al bisogno rilevato di creare un sistema italiano di segnalazione delle discriminazioni contro i musulmani. La crescente islamofobia nel nostro Paese, dovuta alla paura del diverso e aggravata da situazioni internazionali rilevanti (lo Stato Islamico, gli episodi di terrorismo in Europa, la crescente pressione dovuta alle forti immigrazioni dall’Africa e dal Medioriente), ha raggiunto livelli preoccupanti e impedisce la comprensione reciproca e la normale convivenza fra le comunità (Vox Diritti – Osservatorio italiano sui diritti http://www.voxdiritti.it/wp-content/uploads//2020/11/islamofobia.jpg e https://www.ismu.org/wp-content/uploads/2020/10/Paper_Brambilla_Associazioni-islamiche-Italia.pdf).

Il fenomeno dell’underreporting è molto diffuso per i casi di discriminazione. L’Oscad, ad esempio, organo che opera in supporto alle persone vittime di reati a sfondo discriminatorio (hate crime o crimini d’odio) per agevolare la presentazione di denunce e favorire l’emersione di quei reati, non rileva quasi nessun caso di segnalazione da parte delle vittime musulmane, bensì sappiamo di moltissimi episodi di discriminazione contro i musulmani che avvengono quotidianamente nel nostro paese. In Italia, in particolare, non abbiamo un sistema sistematico e centralizzato per le segnalazioni da parte delle vittime. Episodi discriminatori non riconosciuti come tali e non segnalati precludono azioni di contrasto, adeguato supporto alle vittime e valutazione dell’impatto nella società.

L’iniziativa nasce quindi per dare la possibilità a coloro che subiscono discriminazioni su base etnico-religiosa un interlocutore affidabile, con un network esteso sul territorio italiano e in contatti stretti con gli organi preposti al supporto e alla difesa delle vittime di discriminazione. L’UCOII si è infatti resa conto che ci sono progetti che contrastano l’islamofobia ma nella maggior parte di questi non è coinvolta direttamente la comunità islamica, che invece è l’interlocutore più adatto in quanto ente di riferimento e di fiducia per le proprie comunità, religiose o culturali che siano.

NIA si rivolge alle vittime di discriminazione su base etnico-religiosa, con particolare attenzione all’islamofobia e con un particolare focus sulle donne, vittime purtroppo di discriminazioni multiple. Il progetto si rivolge anche al pubblico generale, con azioni di sensibilizzazione sulle discriminazioni in generale e sui metodi di segnalazione.

OBIETTIVI:

Contrastare i crimini e gli episodi di odio e di discriminazione nei confronti dei musulmani o coloro percepiti come tali
Contribuire alla diminuzione del fenomeno dell’underreporting in materia di discriminazione contro i musulmani o coloro percepiti come tali
Sensibilizzare e informare le comunità delle potenziali vittime di crimini d’odio e di episodi di odio o di discriminazione sui loro diritti
Supportare la raccolta dati in tema di crimini, episodi d’odio e di discriminazione

ATTIVITà:

1. Creazione di una task force che possa monitorare e raccogliere segnalazioni tramite un portale e presidi locali
2. Creazione di un toolkit con percorsi formativi per sensibilizzare al tema e fornire strumenti per il riconoscimento, la prevenzione e il contrasto dell’islamofobia per le comunità islamiche locali
3. Campagna di comunicazione e sensibilizzazione sull’islamofobia, sul sistema di segnalazione, sulle istituzioni a cui rivolgersi in particolare verso le donne tramite progetti multimediali (realizzazione di video) in collaborazione con le comunità locali
4. Eventi locali di sensibilizzazione con la divulgazione dei risultati del progetto e le buone pratiche di diversity management.

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