L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) accoglie con soddisfazione la decisione del Tribunale di Torino che ha riconosciuto come molestia discriminatoria le gravissime espressioni pronunciate da Vittorio Feltri nei confronti dei musulmani durante un intervento radiofonico.
Secondo il giudice, frasi come “i musulmani sono una razza inferiore” e “gli sparerei in bocca” costituiscono un attacco diretto alla dignità delle persone di fede islamica, andando oltre la libertà di espressione e qualsiasi forma di satira.
«È una sentenza importante perché afferma un principio essenziale: l’islamofobia non può travestirsi da opinione o provocazione. Non siamo di fronte a un dibattito, ma a un’aggressione verbale contro l’intera comunità islamica italiana. Offendere i musulmani non è libertà d’espressione, è discriminazione», dichiara il Presidente dell’UCOII, Yassine Lafram.
«Chi arriva a ipotizzare violenza contro un’intera comunità mette a rischio la sicurezza reale delle persone. Non è folclore mediatico: è odio. E l’odio produce conseguenze. Questa sentenza lo riconosce e indica una direzione chiara», aggiunge Lafram.
UCOII esprime apprezzamento per il lavoro dell’ASGI e dell’ARCI e di tutte le realtà intervenute, sottolineando come questo pronunciamento rappresenti un precedente fondamentale per contrastare l’islamofobia nel discorso pubblico italiano.
«Questa decisione ricorda ai media e ai politici che la libertà di parola comporta anche responsabilità. Il rispetto della dignità dei musulmani non è soltanto un principio costituzionale, ma un segno di civiltà. Continueremo a difenderlo con gli strumenti della legge e del dialogo», conclude Lafram.

