L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia esprime profondo cordoglio e sincera solidarietà alla comunità ebraica australiana, colpita oggi da un grave e vile attentato durante un momento di celebrazione religiosa e comunitaria.
«Colpire civili riuniti per una festa religiosa è uno degli atti più odiosi che si possano compiere: significa attaccare la vita, la libertà di culto e la dignità umana. Su questo non possono esserci zone grigie», dichiara Yassine Lafram, Presidente dell’UCOII.
L’attacco ha causato vittime e feriti ed è riconducibile a una chiara matrice di odio antisemita, una forma di violenza che colpisce non solo una comunità, ma i principi stessi della convivenza democratica.
«L’antisemitismo è un veleno che va estirpato senza ambiguità, così come l’islamofobia, il razzismo e ogni forma di odio religioso. Non esistono cause giuste che passano attraverso il massacro di innocenti», prosegue Lafram.
In un contesto segnato dalla violenza, emerge tuttavia un elemento che merita di essere ricordato: secondo le informazioni disponibili, un uomo musulmano è intervenuto con coraggio per disarmare uno degli aggressori, contribuendo a evitare conseguenze ancora più gravi.
«Questo gesto ricorda una verità che va affermata senza esitazioni: la violenza non rappresenta l’Islam né le comunità musulmane. Le responsabilità sono sempre individuali, e quando qualcuno sceglie di fermare il male, dimostra da che parte sta l’umanità».
Il Presidente dell’UCOII richiama infine il ruolo delle istituzioni e dell’informazione: «La sicurezza non si costruisce criminalizzando intere comunità, ma isolando i violenti, prevenendo la radicalizzazione e difendendo lo Stato di diritto. Ogni scorciatoia alimenta solo nuove fratture». E conclude: «Come musulmani italiani e come cittadini europei, ribadiamo una linea chiara: nessuna tolleranza verso il terrorismo, nessuna ambiguità sull’odio, nessuna rinuncia alla convivenza. Oggi siamo accanto alla comunità ebraica australiana con rispetto, dolore e senso di responsabilità».

